Intreccio di suoni - slide

CHI SIAMO

“Il Plettro” è un’associazione musicale senza fini di lucro. E’ stata fondata nel 2000 con l’intento di far riapprezzare i mandolini e la loro musica, un tempo molto popolari in tutta Italia. Dal 2001 al 2011 l’associazione ha organizzato a Vittorio Veneto, sede della Federazione Mandolinistica Italiana (FMI) il festival “Giornate nazionali sul mandolino e la musica a plettro” che è stato un punto di riferimento per tutte le orchestre mandolinistiche italiane. Nel 2012, con il patrocinio della Federazione Mandolinistica Italiana ha organizzato il festival internazionale: “Mandolini a Venezia”.

Dialogo fra gli strumenti musicali della cultura mediterranea: una grande varietà di risorse timbriche e di effetti sonori, momenti di fruizione di altre declinazioni di bellezza

Appunti sulla storia del mandolino

Organizzare un meeting fra giovani musicisti provenienti da vari Paesi intorno al Mediterraneo durante il quale poter suonare fianco a fianco un repertorio costituito da brani della propria tradizione, opportunamente rivisitati e nuove composizioni scritte appositamente per l’evento. Perciò l’Orchestra Giovanile Mediterranea sarà una valida occasione per promuovere, mediante il linguaggio universale ed unificante della musica, lo spirito di unità, cooperazione, comprensione, rispetto e tolleranza.

La storia del mandolino è intimamente legata alla storia del liuto, principe degli strumenti a pizzico, onnipresente dal Medioevo ai primi anni dell'800. E' universalmente riconosciuto che il liuto (AL'UD: il legno) è uno dei principali “doni” che la Civiltà islamica ha fatto all'Occidente, frutto dei contatti di vario tipo (commerci, guerre, invasioni, spettacoli itineranti, ecc. ecc.) tra le due culture.

L'influenza maggiore della cultura Araba si sentì, ovviamente, nelle zone di confine e di invasione, quindi in Spagna e in Italia Meridionale ma penetrò anche in tutto il resto d'Europa. Il termine mandolino è diminutivo di mandola che a sua volta deriva dal sostantivo mandora.

Il nome mandora compare nel corso del XVI secolo ed indica uno strumento a pizzico con un guscio fatto a doghe come quello del liuto ma dalle dimensioni più piccole, Si era diffusa soprattutto in Francia, Germania e Inghilterra. La variante italiana di questo strumento venne chiamata mandola. Il nome mandolino deriva chiaramente da mandola, forse per le dimensioni più ridotte. La discendenza dal liuto è evidentissima.

Attualmente si preferisce chiamare questo tipo di mandolino lombardo perché lo strumento si è sviluppato particolarmente nell'Italia centro settentrionale, costruito da liutai in prevalenza di area lombarda. Oltre al liuto un altro strumento della famiglia arabo-persiana dei tanbur che ha influenzato la tipologia degli strumenti a plettro occidentali è stato il SAZ (strumento musicale). Da questo strumento derivano la chitarra saracena e, a partire dalla metà del XVIII sec. il mandolino detto napoletano con caratteristiche diverse rispetto ai precedenti. Il profilo è piriforme ma la cassa è più profonda, sempre ad assicelle incollate.

Intreccio di suoni

Il mandolino napoletano ha avuto un successo straordinario; è diventato popolarissimo e diffondendosi in tutta l'Europa ha soppiantato il mandolino lombardo. Le ragioni di questo successo stanno sopratutto nell’intonazione. Il mandolino lombardo era intonato con intervalli di terza e di quarta. Era quindi uno strumento “colto” nel senso che per suonarlo bisognava studiarlo. Il mandolino napoletano invece, intonato per quinte, era molto più semplice e poteva essere suonato da chiunque.E così, intorno al 1880, incomincirono a proliferare le orchestre a plettro italiane, favorite anche da quel fenomeno che si andava affermando: l’Associazionismo e che interessava anche altre aree, per es. lo sport.

Appunti sulla storia del mandolino di Sergio Zigiotti

Intreccio di suoni

Modulo di iscrizione per la partecipazione

Scadenza: 30 aprile 2018
Restituire entro il 30 aprile a:
artemisio.gavioli@gmail.com